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l’Istituto Tecnico Superiore per la mobilità sostenibile- trasporti è una Fondazione composta dai seguenti soci fondatori: I.S.I.S. Duca degli Abruzzi di Catania, Provincia Regionale di Catania, Università degli Studi di Enna KORE, Consorzio Ciclo Fine Vita Imbarcazioni e Mezzi Galleggianti, Associazione “Sicilia Sviluppo” Ente di Formazione e dai seguenti soci partecipanti: Istituto Educandato Femminile Statale “SS Trinità e Paradiso” Vico Equense, Antemar Ente di Formazione e Ricerca di Mazzara del Vallo, Università di Urbino, h.D.S. FM S.P.A. Pomezia. nel campo delle scienze applicate: scienze nautiche, portuali, infrastrutturali, ambientali, floro-faunistiche marittime, informatiche, elettriche, elettroniche, meccaniche, telematiche e dei materiali.
Le finalità dell’Istituto Tecnico Superiore sono:
Promuovere lo sviluppo della cultura del mare, della ricerca scientifica e tecnologica dei beni del mare, dell’innovazione strutturale ed infrastrutturale marittime, della sperimentazione di nuovi sistemi organizzativi e gestionali, della razionalizzazione delle risorse umane;
• Curare la formazione scolastica, professionale universitaria e post-universitaria dei giovani, la riqualificazione delle risorse umane, la formazione continua del segmento marittimo;
• Assicurare la continua interazione fra le attività di ricerca e di formazione a beneficio dell’alta specificità professionale marittima.
La formazione nella politica marittima integrata
Lo studio della formazione delle nuove generazioni e di coloro che prestano attività lavorativa nei settori del mare e delle attività complementari al bene mare significa generare valore per il territorio e innescare nuove tendenze culturali, scambi e relazioni con mondi e mercati a tutti i livelli, da quello locale fino a quello internazionale. Incrementare la capacità formativa della Sicilia significa dunque costruire pacchetti strutturati, vendibili, comunicabili, sostenibili sui mercati della formazione del personale marittimo e degli operatori del mare.
Seguendo le indicazioni dell’Unione Europea, la pianificazione regionale della formazione viene configurata come “Progetto di sistema”, nel quale si parte dall' individuazione dei bisogni di competenze, abilità, contenuti, modus culturali, conoscenze, per arrivare alla definizione del “Piano regolatore generale dei servizi integrati della formazione” in grado di soddisfare la domanda con un adeguato livello di servizio ed, infine, alla individuazione delle nuove infrastrutture di formazione necessarie alla attuazione del Piano. Il Piano regolatore generale dei servizi integrati della formazione viene definiti tenendo conto dei vincoli di bilancio degli Enti Locali di competenza rispettivamente in conto esercizio ed in conto capitale.
Il Piano regolatore generale dei servizi integrati della formazione è dimensionato sulla base delle effettive risorse finanziarie pubbliche attivabili sia per la realizzazione di infrastrutture che per la gestione della formazione locale.
Il Piano di fattibilità, pertanto, non è visto come un intervento mirato definito nel tempo ed immutabile nel breve e medio termine , ma piuttosto come l’inizio di una nuova ipotesi di pianificazione della formazione nella quale l’inserimento di regole, indirizzi ed obiettivi da seguire deve essere solo un input per individuare i percorsi che hanno effettivamente di bisogno tutti coloro che diretteamente od indirettamente operano con e per il mare. Il quadro degli indirizzi strategici sarà, quindi, dettagliato e arricchito seguendo una logica di “Piano processo”, che consenta di strutturare, progressivamente, il Piano attraverso
una serie di documenti redatti con continuità nel tempo. Ciò consentirà di tradurre in scelte operative le scelte strategiche, eventualmente da riformulare in relazione ai mutamenti nel sistema (individuati da opportuni indicatori quali monitoraggio) che possono manifestarsi in conseguenza dell’attuazione di interventi nei diversi ambiti di riferimento, portatori di interessi nel settore dei trasporti.
La visione complessiva del sistema formazione deve essere, dunque, la guida per quegli interventi, capaci di potenziare complessivamente l’intero sistema di formazione dell’isola, tenendo in massimo conto i vari livelli formativi necessari per far affrontare in modo completo al siciliano il divenire del quotidiano
Pur permanendo negli impianti principali, margini di sviluppo dei traffici, sia per i passeggeri che per le merci, vincoli organizzativo-gestionali, di qualità e capacità delle infrastrutture e dei servizi aeroportuali e portuali, ne ostacolano il pieno sfruttamento.
Per il sistema formativo marittimo, in generale, le criticità rilevabili riguardano i seguenti aspetti:
• carenza di attrezzature e di spazi ;
• carenza di strutture ed infrastrutture formative per specifiche abilità e competenze;
• insufficienza formativa soecifica;
• inadeguatezza delle dotazioni formative ;
• carenza delle attrezzature specialistiche per i percorsi formativi mirati e specifici;
• carenza della dotazione di sistemi avanzati per l’esercitazione dei consumatori e dei clienti;
• carenza di preparazione specifica da parte del personale docente ed A.T.A.
Il personale marittimo od ad esso assimilabile è fortemente penalizzato dalla totale assenza di specifici corsi di formazione per poter proseguire l’attività lavorativa.
Nella visione d’ insieme degli indirizzi strategici del Piano di formazione globale del personale marittimo, assumono un’ importante valenza territoriale, il progetto delle infrastrutture che risponde a requisiti funzionali e contribuisce anche a “strutturare” il territorio, e le scelte infrastrutturali che acquistano valore solo se inserite nel quadro dell’evoluzione sociale e territoriale.
Il governo del territorio richiede la capacità di conciliare le ragioni dello sviluppo competitivo con quelle della tutela e della valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, con i conseguenti riflessi sulle priorità che devono guidare l’assetto, lo sviluppo e la tutela del territorio.
Il problema del coordinamento fra politiche territoriali e politiche della formazione deve, quindi, essere affrontato tenendo conto delle specificità dei diversi contesti interessati.
Anche se la gestione e la soluzione di molti problemi di carattere formativo rientrano nella competenza dei Comuni e delle Province, le scelte strategiche d’ insieme pongono l’esigenza di un coordinamento su scala regionale nazionale e sovranazionale, specialmente per quanto riguarda la riduzione dei fenomeni di congestione, il potenziamento della formazione globale .
Le aree costiere a sviluppo turistico che pongono temi connessi con l’accessibilità e con la fruizione dell’offerta turistica, necessitano di personale altamente qualificato e specialistico per garantire lo sviluppo dell’intero settore e la tutela ambientale e paesaggistica.
Il problema della valorizzazione in modo efficace ed efficiente delle aree costiere per essere affrontato sia in termini di compatibilità ambientale che di efficienza delle connessioni dei poli turistici necesita di un piano regolatore formativo generale.
Linee strategiche
Le strategie individuate sono rivolte:
• alla razionalizzazione del sistema formativo globale inscritto nell’area Regionale Nazionale e Sovranazionale;
• allo sviluppo completo degli Istituti di formazione;
• alla tutela dei diritti dei clienti e dei consumatori dei servizi formativi .
Le strategie sopra individuate, possono classificarsi in istituzionali, gestionali e infrastrutturali.
Le strategie istituzionali riguardano l’ assetto delle funzioni degli enti locali che hanno poteri e funzioni di programmazione, gestione dei servizi di formazione. La funzione di governo delle Regionei e dello Stato deve essere più efficace ed efficiente sia sotto l’aspetto del coordinamento che del raccordo del processo pianificatorio ai vari livelli territoriali a scala sub-regionale.
Le strategie gestionali perseguono il miglioramento dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità degli Istituti che erogano servizi formativi. Riguardano l’assetto , il coordinamento dei servizi, i problemi delle iscrizioni, degli organici e le forme di sovvenzioni economiche.
Le strategie infrastrutturali incidono sull’aspetto fisico delle istituzioni scolastiche.
Riguardano le tipologie di infrastrutture ed impianti, le scelte localizzative e le forme di finanziamento pubblico per la loro realizzazione.
Alcune strategie potranno possedere caratteristiche di trasversalità, interessando gli aspetti istituzionali, gestionali e infrastrutturali.
Le risposte da dare per il perseguimento degli obiettivi prefissati, alla luce delle strategie formulate, possono consistere in una serie di interventi alternativi, ognuno dei quali deve essere accompagnato da un’analisi dei costi di costruzione e di gestione, delle fonti di finanziamento disponibili o di cui si può prevedere la disponibilità, analisi necessaria per un confronto successivo con i possibili ritorni finanziari e con i benefici formativi garantiti.
A tal fine occorrerà incentivare nella gestione della formazione, il superamento degli assetti monopolistici, introducendo regole di concorrenzialità per acquisire una maggiore efficacia, efficienza, qualità ed economicità dei servizi.
Anche gli interventi per la ricerca e lo sviluppo delle abilità e competenze necessarie per l’inserimento nel mondo del lavoro fanno parte della strategia messa in campo, atteso che non può esserci ricerca e sviluppo formativo se sono carenti le pianificazioni proposte .
Le strategie individuate sono infatti rivolte al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
• ottimizzare gli investimenti nelle infrastrutture e nella formazione globale;
• apertura dei servizi di formazione al mercato in regime di libera concorrenza al fine di conseguire l’ ottimizzazione della spesa pubblica e garantire effiacia ed efficienza formaziva;
• promozione e diffusione della cultura della formazione permanente, incentivando lo sviluppo della ricerca e dell’ innovazione tecnologica e gestionale applicata ai servizi formativi;
• promuovere la concertazione con l’ Unione Europea, con lo Stato e gli enti locali, nelle sedi appositamente istituite, al fine di favorire la partecipazione ai processi decisionali;
• individuare i livelli di governo della formazione mediante il conferimento agli enti locali di tutte le funzioni che non richiedono l’esercizio unitario su base regionale, nel rispetto dei principi di sussidarietà, adeguatezza, responsabilità ed unicità dell’Amministrazione pubblica;
• promuovere la separazione tra le funzioni di amministrazione e di gestione dei servizi di formazione ;
• assicurare la migliore accessibilità e fruibilità del territorio regionale di tutti i servizi formativi necessari per l’inserimento nel mondo del lavoro, della ricerca o della sussidiarietà;
• realizzare, sostenere e sviluppare un sistema integrato ed equilibrato di formazione in cui le diverse modalità di acquisizione delle abilità e dei contenuti vengano utilizzate per la loro specificità e nell’ambito dei propri campi.
Un progetto che tenga conto della distribuzione sul territorio delle effettive necessità formative e delle scelte della pianificazione in materia marittima e di trasporto marittimo e di valorizzaione delle risorse esistenti nel territorio deve :
• definire i criteri generali della formazione;
• individuare le carenze formative in riferimento alla domanda di mercato;
• fissare standard dimensionali e funzionali, in ordine alle caratteristiche delle strutture ed alle esigenze di tipo occupazionali;
• razionalizzare l’ubicazione dei poli formativi nell’obiettivo di alleggerire il peso della pendolarità per la specializzazione e la professionalizzazione.
Per far ciò si prevede una ipotesi di formazione itinerante costituita da una o più navi da utilizzare per la formazione specifica del personale navigante e per la formazione del personale delle varie aree geografiche regionali di interesse storico, architettonico, paesaggistico, archeologico, linguistico, naturalistico, faunistico, floristico, geomorfologico, topografico, viario, urbanistico.
Le navi oltre ad eliminare la pendolarità formativa garantiranno agli allievi l’acquisizione dei contenuti e delle abilità specifiche richieste per il personale dei vari settori.
L’ipotesi nave itinerante garantirà anche l’abbiattimento dei costi di gestione e la totale valorizzazione di tutte le aree della Sicilia anche con l’incentivazione del turismo scolastico regionale, nazionqale, europeo ed internazionale.
In coerenza con le indicazioni di politica della formazione contenute nel Libro Bianco della Commissione della Comunità Europea oggi bisogna ideare delle ipotesi di formazione globale che utilizzando tutte le tecnologie esistenti rispondano al divenire repentino dell’organigramma organizzativo delle Regioni.
Fra i punti di forza della formazione marittima vi è la disponibilità, accanto ad un patrimonio marittimo, paesaggistico e culturale straordinario, di occasioni di unicità e di potenziali “magneti” turistici, culturali e sportivi, che consentirebbero di comporre un’offerta formativa specifica (da tradurre nel tempo in slot), incentrata su “attrattori”, e organizzata al fine di soddisfare tanto la tendenza attuale della domanda di costruire abilità e competenze specifiche, quanto l’esigenza di delocalizzare il più possibile i siti formativi specifici in favore di laboratori mobili che utilizzano di volta in volta le esigenze di ogni singola specializzazione o domanda e coniugano i bisogni reali del territorio oggetto della specifica simulazione. Non va dimenticato infatti che il presupposto per sostenere l’occupazione è la disponibilità sul territorio di strutture ed infrastrutture logistiche adeguate alla formazione ricorrente e permanente , che abbreviano il time-to-market e l’accessibilità alla località o al sito e la fruizione del territorio,
Tenuto conto della volontà del MIUR e dell’Unione Europea di concerto con le Regioni tesa a modificare l’attuale composizione dei siti formativi , sia in termini di tipologia sia in termini di localizzazione, una possibile strategia che ha determinato il successo in altri territori è quella di progettare e realizzare piani di formazione integrati, incentrati sugli attrattori quali “core” di una offerta più ampia, anch’essa da strutturare, destinati a costituire slot formativi mirati intorno ad ogni singolo attrattore o tra più attrattori contigui (microsistemi formativi).
Ovviamente, tale offerta formativa deve essere pensata e orientata a seconda delle diverse componenti e tipologie di domanda preminente nel territorio nel breve medio e lungo termine.
In questo quadro va tenuto conto delle tipologie di attrattori presenti nel territorio e del loro diverso grado di sviluppo, effettivo e potenziale, al fine di individuare un ordine di priorità degli interventi da realizzare che si basi tanto sulla notorietà attuale degli attrattori stessi quanto sul livello di unicità e di rarità che li caratterizza e distingue nell’ambito dell’offerta formativa territoriale, regionale, nazionale ed internazione. In funzione della “notorietà”, gli attrattori possono essere classificati come segue:
- di primo livello o grandi attrattori, costituiti da Istituti che hanno attivato percorsi formativi integrati con il mondo del lavoro e che offrono pacchetti formativi specifici in favore della domanda preminente del mercato del lavoro;
- di secondo livello o attrattori, costituiti dall'insieme delle testimonianze di varia natura e importanza, ma noti soprattutto alla specifica tipologia dello studente
- di terzo livello o attrattori minori, costituiti dall’insieme del sistema formativo locale sparse nel territorio rurale e marino, ma poco conosciuti al grande pubblico in ricerca di formazione.
È evidente che l’ideazione e la realizzazione di un piano di rafforzamento del posizionamento qualitativo e quantitativo della formazione richiede oltre alla valorizzazione delle Politiche marittime di un articolato programma di interventi integrati tra i settori che inevitabilmente sono coinvolti nel processo/percorso formativo: istruzione, turismo, lavori
pubblici, urbanistica, trasporti, beni culturali. È altrettanto evidente che in condizione di risorse economiche date, si richiede di dover effettuare delle scelte strategiche ed operative sia in merito all’individuazione degli attrattori sui quali investire che rispetto ai servizi principali e alle attività di supporto da realizzare per “capitalizzare” il grande valore incorporato negli attrattori stessi e massimizzare l’effetto moltiplicatore dello sviluppo formativo anche agli altri settori coinvolti.
Riguardo agli attrattori è necessario considerare non solo quelli di primo livello, ma anche e soprattutto concentrarsi tanto su quelli apparentemente più comuni.
In questo modo, modificando e potenziando l’offerta, si incide sull’allungamento del “tempo di Formazione specifica per abilità e competenze” dello studente, ovvero si stimola l’aumento e la diversificazione della domanda e dell’offerta.
Il mare e le sue attrattive diventano un mezzo efficace ed efficiente per costruire un'immagine formativa globale partendo dallo stato di fatto.
CARMELO MACCARRONE Preside Istituto Tecnico Superiore